Aumento dei costi energetici, comunicato stampa Federfuni

Solo un intervento che consenta alla filiera di non far ricadere l’aumento dei costi di produzione del nostro sistema sugli utenti finali potrà continuare a rendere competitivi ed economicamente avvicinabili le nostre offerte.

 

Alla luce di ciò che sta accadendo intorno a noi, un’inflazione che si sta avvicinando alle due cifre percentuali, i costi energetici alle stelle così come quelli del riscaldamento e del gasolio per autotrazione, tutti fattori che incideranno sia sui costi delle nostre aziende cosi come su quelli di tutta la filiera legata al turismo bianco, ma anche e sopra tutto sui nostri potenziali clienti non possiamo non domandarci quale potrà essere il futuro della Montagna Italiana e della sua economia.

Un dubbio che riguarda anche il prossimo futuro per coloro che abitano nelle nostre montagne e che ci offrono quella forza lavoro che oggi ancora di più è diventata indispensabile. In questo caso per esempio riscaldarsi in Montagna non è una scelta ma una necessità con costi di qualsiasi combustibile si consideri, di difficile sopportabilità,

E’ necessario quindi che il nuovo Parlamento ed il nuovo Governo affrontino in maniera assolutamente omnicomprensiva la problematica della sostenibilità economico e sociale del territorio montano.

Ad oggi è necessaria una operazione di abbattimento dei costi che abbia una ricaduta immediata e sostanziale sulla offerta turistica complessiva del sistema neve. Non possiamo pensare, soprattutto nelle stazioni di prossimità ed in quelle meno rinomate, di alzare i prezzi per calmierare gli aumenti dei nostri costi principali. Il cliente non lo potrebbe accettare, così come non possiamo vivere nell’incertezza della esatta e congrua definizione dei prezzi dei biglietti.

La nostra clientela ha bisogno di rassicurazioni e di una programmazione fatta senza incertezze.

E’ quindi necessario un intervento tampone che preveda il mantenimento dei costi energetici, di riscaldamento e di carburante dei mezzi battipista almeno a livello dell’estate 2021 cosa che può avvenire, per la parte elettrica con un intervento di legge che obblighi i gestori ad offrire i KW necessari al funzionamento degli impianti di risalita, degli impianti di innevamento ma anche delle strutture ricettive e commerciali, cosi come per le prime case al prezzo di luglio 2021 o in alternativa garantire un credito d’imposta per le aziende ed un bonus per le famiglie che copra la parte eccedente, rispetto al luglio 2021, dei costi elettrici.

Per quanto riguarda la parte carburanti attraverso il recupero di parte dell’accise, in percentuale straordinaria rispetto alle norme attualmente in vigore, ed infine un abbattimento straordinario delle accise sul prezzo del gasolio per riscaldamento o del Gas.

Siamo consapevoli che sono misure che hanno un costo e che quindi sono provvedimenti per i quali si devono trovare le risorse necessarie ma crediamo che l’alternativa sarebbe una grave crisi di tutto il sistema economico della montagna con le naturali e gravi ripercussioni che ciò avrebbe da tutti i punti di vista.

Ed è per questo che rinnoviamo il nostro accorato appello a tutte le forze politiche presenti nella competizione elettorale affinché il tema della Montagna nello specifico, sia affrontato nell’immediato ma che anche il tema più complesso ed importante della sostenibilità del sistema montagna italiana debba essere presente nelle agende di ogni forza politica e che nelle scelte che dovranno essere fatte si tenga conto prioritariamente delle zone più svantaggiate a partire dalle aree appenniniche e da quelle delle Regioni a Statuto Ordinario delle Alpi per passare alle Regioni e Province Autonome.

Comunicato stampa Federfuni

    Questo articolo è stato redatto da Federfuni

Associazione italiana delle aziende ed enti proprietari e/o esercenti il trasporto a fune in concessione sul territorio nazionale www.federfuni.it







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