ANEF, Associazione Nazionale Esercenti Funiviari: una panoramica sulla stagione invernale 2022

I rincari, il costo dell’energia, la mancanza di personale e l’andamento stagionale: in questa difficile fase post-pandemica la presidente di ANEF Valeria Ghezzi interviene sul futuro degli impianti a fune, motore della filiera turistica da cui dipende il benessere di molte comunità di montagna. Il settore è pronto ad attivarsi per superare ogni ostacolo e offrire ai turisti il tanto atteso inverno sugli sci.

 

Siamo alle porte del primo “vero” inverno dopo un biennio di pandemia: una stagione attesa con impazienza tanto dagli sciatori quanto dagli impiantisti. Il settore è alle prese con una nuova crisi, questa volta legata ai costi dell’energia e all’inflazione, mentre ancora si sta faticosamente riprendendo dalle chiusure imposte negli ultimi anni.

La presidente di ANEF, l’Associazione nazionale esercenti funiviari che rappresenta il 90% del mercato – oltre 1500 impianti in tutto il paese, sulle Alpi e sugli Appennini – interviene su questi temi, raccontando le difficoltà, le speranze e l’impegno di un comparto fondamentale. Valeria Ghezzi racconta le sfide che affrontano operatori che lavorano tutto l’anno, in inverno e in estate, con impianti e infrastrutture indispensabili per lo sviluppo della filiera turistica montana.

 

Aumento dei costi di gestione

“Si è parlato molto dell’aumento del prezzo degli skipass, ma vogliamo ribadire che la filiera sta facendo i conti con il caro energia, con l’aumento dei i costi dell’acciaio e del carburante, con l’impennata degli oneri di gestione per garantire la sicurezza degli sciatori. I prezzi degli skipass sono aumentati, in ragione dell’inflazione, ma solo una minima parte dei maggiori costi sostenuti dalle aziende verrà trasferito sui clienti. I ritocchi, infatti, non coprono neppure la singola voce degli aumenti energetici: in caso contrario avremmo dovuto aumentare le tariffe del 30%, mentre i rincari si situano tra il 5 e il 12%”.

 

Misure di supporto

Chiediamo con forza che il governo riconosca in modo formale le aziende funiviarie quali energivore e – in considerazione del loro ruolo per il turismo e l’economia in montagna – le aiuti ad affrontare una situazione di difficoltà che, purtroppo, non dipende dalla capacità imprenditoriale. Soprattutto in una fase delicata, mentre è ancora vivo il trauma economico dovuto alle chiusure per la pandemia.

“Non chiediamo ristori o misure di stampo assistenzialistico: siamo consapevoli del fatto che il caro energia riguarda tutte le imprese, nessuno è immune. Necessitiamo, piuttosto, di soluzioni strutturali e non improntate alla contingenza. Non rappresentiamo solo società impiantistiche: siamo presidi per la montagna. Se chiudono gli impianti, è tutto l’indotto a soffrire. Ciaspole e sci di fondo non sono sufficienti a mantenere la sostenibilità economica di un sistema incentrato sul turismo. Siamo la locomotiva di una lunga filiera: grazie agli impianti lavorano albergatori, commercianti, scuole sci e sci club. In un panorama alpino che vede i comuni morire lentamente per abbandono, è evidente l’importante ruolo economico e sociale svolto delle aziende funiviarie, che evitano lo spopolamento delle aree decentrate così come quello di tutti gli altri operatori che fungono da polo di attrazione per il turismo montano.”

 

Andamento stagione invernale

“Nella stagione invernale 2021/2022 abbiamo avuto la conferma di quanto lo sci sia uno sport amato e ricercato. La clientela italiana ha in buona parte compensato la mancanza degli stranieri, e questo dato è indicativo del positivo andamento del settore, anche se i numeri sono stati lontani dai valori medi degli anni pre-pandemia. Ora ci impegneremo al massimo per trovare un punto di equilibrio economico: per noi è una questione di sopravvivenza.

Nonostante l’aumento dei costi di gestione siamo pronti ad assicurare la qualità delle piste grazie agli impianti di innevamento programmato: non è immaginabile una stagione senza neve, penalizzerebbe tutta la filiera.

Per il momento ci attendiamo una partenza lenta, con prenotazioni legate soprattutto a soggiorni brevi, in ragione della situazione di difficoltà che caratterizza molte famiglie italiane ed europee. Ma sappiamo, e constatiamo, che la “voglia di montagna” resta forte e diffusa”.

 

Vendita online dello skipass

“La pandemia ha imposto un’accelerazione importante ai processi di digitalizzazione Oggi pagare lo skipass online è possibile praticamente ovunque. È un cambiamento che incoraggiamo fortemente: per ragioni di praticità e comodità per il cliente, ma anche perché ci permette di monitorare e registrare i dati relativi ai flussi. In questo modo siamo più consapevoli delle esigenze degli utenti, e possiamo indirizzare meglio le nostre scelte di investimento. Un numero sempre maggiore di sciatori sta scegliendo, con soddisfazione, questa modalità di prenotazione e di pagamento, ma esistono ancora ampi margini di crescita”.

 

Mancanza di personale nei comprensori sciistici

“Per quanto riguarda il reperimento della manodopera la situazione è migliorata rispetto a 12 mesi fa. Il quadro non è più così critico, ma permangono difficoltà nel trovare – in particolare – persone specializzate e qualificate, ma anche lavoratori stagionali ricorrenti. La carenza di personale attualmente si aggira intorno al 10%, ma stiamo adeguando le nostre organizzazioni e le procedure operative per assicurare, come sempre, la qualità ed efficienza del servizio e, soprattutto, la massima sicurezza per gli utenti.”

    Questo articolo è stato redatto da ANEF

ANEF, a livello nazionale, è l’unica associazione di categoria del settore riconosciuta da Confindustria, aderisce a Federturismo ed è anche l’unico interlocutore accreditato presso le organizzazioni sindacali ai fini del rinnovo del CCNL di settore. In ambito internazionale, ANEF aderisce a FIANET (Fédération Internationale des Associations Nationales d’exploitation de telepheriques) e OITAF (Organizzazione Internazionale Trasporti A Fune). Attualmente fanno capo ad ANEF circa il 90% delle aziende funiviarie italiane, distribuite sia nei territori alpini, sia in quelli appenninici, sia nelle isole. La rappresentatività è assicurata dall’adesione diretta, o tramite sezioni territoriali, di oltre 1.500 impianti, con una forza lavoro stimata di circa 13.000 unità, tra fissi e stagionali, nel periodo di piena attività.

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