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Il radar della NATO e la funivia nella base fantasma di monte Scinauz

Le Alpi Carniche nella zona del confine con l’Austria fanno da cornice a questa interessante esplorazione, anche se piuttosto impegnativa, in parte su traccia poco agevole ed esposta.

 

L’obiettivo è raggiungere una base radar risalente alla guerra fredda che è stata disattivata una ventina di anni fa. In realtà si tratta di una nostra vecchia conoscenza, infatti abbiamo esplorato il sito alcuni anni fa, ma ci torniamo volentieri per un nuovo reportage, sperando di cogliere altri dettagli su questa importante installazione militare.

La base si trova a 2000 m, su una montagna impervia e priva di percorsi segnati, ci aspettano 5 lunghe ore di marcia, prima su una lunga strada forestale e poi su un ripido sentiero che nel tratto finale diventa quasi una parete rocciosa. Raggiunta la cima in serata, un po’ bagnati a causa della pioggia, abbiamo avuto modo di apprezzare il riparo offerto dalle ex strutture militari per trascorrere la notte. Il giorno dopo, alle prime luci il meteo non sembra concedere molto alla vista del panorama, fortunatamente si tratta di pazientare ancora un po’ per iniziare a vedere qualche timido raggio di sole.

La storia di questa base ebbe inizio nel lontano 1969, quando il pilota di un caccia ungherese decise di sconfinare dirigendosi verso il Friuli, e riuscendo poi ad atterrare su una pista in disuso presso Osoppo. Il grave episodio mise alla luce delle falle nella sorveglianza radar delle valli vicine ai confini orientali, che rendevano necessarie urgenti contromisure.

Nel 1972 sulla cima di questa montagna divenne operativo il 17° Gruppo Radar Aeronautica Militare, inquadrato nel programma nazionale di difesa aerea ed integrato nella rete radar della NATO. Da notare che, a differenza di quello sul monte Telegrafo, questo era un radar a controllo remoto, quindi privo di sala operativa, la quale invece era a Portogruaro e riceveva la cosiddetta “AIR PICTURE” mediante collegamento in data-link con monte Scinauz. Presso la base radar in quota pertanto operava solo il personale necessario al funzionamento degli impianti, ed era alle dipendenze della base Lame di Concordia Sagittaria.

L’edificio più grande ospitava gli alloggi, l’armeria, la sala radio, un ufficio, la cucina, e la mensa, con una guarnigione composta da 2 sottufficiali tecnici e 3 militari di leva della VAM. Sulla sommità del monte era collocata la testata radar, sopra al piccolo edificio delle apparecchiature elettroniche. Si tratta di un radar di ricerca in banda D a media potenza prodotto negli Stati Uniti dalla General Electric a partire dagli anni ’50, e poi aggiornato negli anni ’60. Del vecchio radar ormai rimane solo il supporto rotante con la guida d’onda, peraltro ancora in buone condizioni, così come il tetto dell’edificio.

Il tunnel artificiale lungo circa 250 metri in lamiera zincata, era stato costruito a metà degli anni ’90 al posto del vecchio manufatto in legno, ormai inadeguato. Lo scopo di questa struttura era proteggere dalla neve e dal freddo il corridoio di collegamento con la stazione della funivia, e all’interno, per agevolare il trasporto dei rifornimenti di acqua, cibo e gasolio, venne realizzato un sistema con carrello traslante su rotaia inclinata.

L’alimentazione elettrica era fornita da 4 gruppi elettrogeni, di cui almeno uno sempre attivo. Dalla foto storica sembra fossero unità da 40 KW con motore Iveco-Aifo 8041, piccoli e leggeri in modo da poter essere sostituiti facilmente trasportandoli a valle con la funivia.

Le strutture si trovano su una montagna talmente impervia da rendere quasi impossibile raggiungerle a piedi, almeno nel periodo invernale, per questa ragione fu indispensabile costruire una funivia, come mezzo alternativo all’elicottero. La cabina partiva da questa stazione, sorvolando il vallone sottostante sospesa nel vuoto a quasi 800 m dal suolo, ed era certamente un impianto da brivido e molto ardito, in grado di superare in pochi minuti un dislivello di oltre 1300 m con una linea lunga quasi 3 km.

La funivia, costruita da Agudio nel 1972, è stata rinnovata negli anni ’90 dalla Doppelmayr, dotandola dei più moderni sistemi di sicurezza alla pari degli impianti aperti al pubblico. Chi ha avuto il privilegio di usare questo impianto, ricorda le sensazioni forti durante l’attraversamento della lunghissima campata di 2 km, specie in caso di vento, quando i 12 minuti del viaggio diventavano a dir poco interminabili. La cabina poteva viaggiare fino a 4,5 m/s trasportando 12 persone alla volta.

Questa base ha cessato la sua operatività il 18 luglio 2001, quando è stato definitivamente spento il suo radar. L’8 ottobre 2003 la funivia ha effettuato la sua ultima corsa, e da quel momento in poi tutte le strutture sono state abbandonate, trasformando di fatto la cima di quella montagna in un luogo fantasma, testimone di una guerra fredda fortunatamente mai combattuta, e ormai quasi dimenticata.


    Questo articolo è stato redatto da Lost Structures

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