Comunicato Stampa Federfuni

La prima bozza del decreto “Sostegno” prevede un aiuto generalizzato per tutte le imprese, comprese quelle della montagna italiana penalizzate dall’avvento della pandemia ed un ulteriore stanziamento di 600 milioni di Euro per il Comparto Neve che più di ogni altro è stato danneggiato economicamente da una chiusura che tra pochi giorni per molte realtà arriverà a 24 mesi di durata. Una notizia importantissima che giunge a pochi giorni dall’entrata in vigore del nuovo DPCM che all’Art. 19 prevede la definitiva chiusura della mai iniziata stagione invernale 2020/21.

 

FEDERFUNI ITALIA esprime tutto il suo apprezzamento verso il Governo tutto, ed i Ministri Garavaglia, Gelmini e Franco nello specifico, per il proseguimento del percorso intrapreso con i Sottosegretari Castelli e Misiani nel Gennaio scorso che produrrà risultati importanti in  termini di tenuta economico e sociale di un importante parte del territorio italiano.

Un importante riconoscimento anche rispetto all’attenzione che tutti i gruppi Parlamentari hanno dimostrato nei confronti dell’Economia Montana nel corso dei nostri incontri avvenuti a Roma la scorsa settimana Federfuni Italia rappresenta circa il 30% delle aziende che gestiscono  impianti di risalita in tutti i comprensori sciistici degli Appennini e, in importanti realtà delle alpi, per menzionarne alcune, come Bormio e importanti  stazioni nel Bergamasco in Lombardia o Asiago oltre ed altre stazioni in Veneto, assumendo quindi  una presenza diffusa e rappresentativa sul territorio nazionale.

Crediamo in un percorso unitario del “sistema montagna”  che tenga presente il grande patrimonio sociale ed economico che sono gli operatori degli impianti sciistici che vanno dall’Appennino, alle  Prealpi fino alle Alpi con realtà territoriali e amministrative diverse

Ma per la nostra Associazione è fondamentale rappresentare quelli che sono le esigenze e le peculiarità di stazioni che a causa del loro posizionamento geografico rimangono al di fuori delle regioni o province autonome Alpine che possono riscontrare nelle loro amministrazioni delle maggiori possibilità di intervento.

In questi lunghi mesi ci siamo impegnati affinché si potesse raggiungere una unità di intenti tra gli operatori della montagna, e lo abbiamo dimostrato, nel momento della predisposizione di una proposta di Linee Guida per il settore, lasciando rivendicare condizioni che poi si sono dimostrate fin dall’inizio improponibili che hanno comportato di conseguenza un allungamento dei tempi di approvazione delle stesse.

Da parte nostra avevamo ben chiaro quello che poteva essere una proposta ritenuta accettabile dal CTS, e lo dimostra chiaramente il nostro documento del 27 ottobre. Proposte che poi si ritrovano nel documenti finale del CTS del 4 Febbraio, ma in nome di una convergenza di posizioni dell’intero settore, abbiamo ritenuto necessario non arroccarsi su questi intendimenti seppure si siano dimostrati quelli opportuni.

Crediamo che ancora oggi ci sia la necessità di  una forte coesione per superare i danni della mancata apertura degli impianti e per rimarcare la necessità di un immediato intervento a sostegno delle nostre imprese.

I nostri operatori, già discriminati dalla comparazione con il mese di Aprile 2019 e 2020, provvedimento sulla modifica del quale più volte abbiamo cercato di trovare una convergenza politica non riuscendoci, apprezzando quanto è nell’intendimento del Governo chiedono che ciò sia tempestivo e che nel decreto attuativo siano presi come riferimento i bilanci precedenti alle
stagioni condizionate dal Covid-19 escludendo quindi quelle 2019-20  che hanno visto le prime chiusure locali e successivamente il blocco nazionale e naturalmente l’attuale mai iniziata e già finita e tenendo di debito conto anche di situazioni specifiche presenti nel settore.

Lo abbiamo sempre detto, il primo ristoro sarebbe stato quello di  lavorare, ciò non è stato possibile ed allora abbiamo ribadito quanto sopra che era stato evidenziato fin dalla prima riunione con i Vice Ministri Castelli e Misiani.

Nel frattempo abbiamo lavorato a possibili soluzioni che in caso di difficoltà potessero rappresentare una ipotesi di lavoro che potrebbe avere tempi e modalità anche più semplici ed immediate consapevoli che  oggi  occorrono interventi urgenti che non penalizzino  nessun operatore o territorio, non dimenticando i nostri lavoratori, quelli stagionali, per i quali abbiamo
ipotizzato diverse linee di intervento, e le altre realtà del turismo della montagna quali i maestri di sci, noleggiatori, guide, direttori d’esercizio, ristoratori e strutture ricettive ma anche gli impianti di risalita che non svolgono attività di trasporto pubblico locale anche se posizionati in territori non prettamente montani..

Abbiamo anche fatto proposte concrete per l’ottenimento di una proroga per le scadenze tecniche degli impianti. Proposte che sono state trasformate in emendamenti che dopo una riformulazione fortemente richiesta dalle strutture dirigenziali del Ministero hanno reso vano il nostro tentativo di vedere riconosciuto un primo importante provvedimento che senza costi gravanti sul bilancio dello Stato avrebbe comportato notevoli risparmi prima dell’inizio del prossimo inverno.
Ma è certo che anche su questo argomento le nostre richieste saranno nuovamente ribadite anche in funzione di una semplificazione delle procedure burocratiche

Federfuni si rivolge al Presidente del Consiglio Dott. Draghi, ai ministri interessati al nostro settore e ai gruppi parlamentari che in questi giorni hanno ascoltato le nostre relazioni e le conseguenti richieste dimostrando grande attenzione e sensibilità affinchè  sia dia corso a quanto previsto nella bozza indicativa del Decreto “Sostegno” con tempi rapidi, con provvedimenti esecutivi equi e congrui che abbiano una ricaduta positiva sul settore evitando la naturale conseguenza di una catena infinita di chiusure di aziende e la relativa crisi sociale in questi territori, con l’immediato fenomeno dello spopolamento con tutte le disastrose ricadute anche ambientali e di dissesto idrogeologico che esso comporterebbe.

Roma 3 Marzo 2021

    Articolo redatto da Federfuni





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