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La Piemonte Funivie venne fondata nel
1955 in Piemonte come alter ego della
Carlevaro & Savio (Storici nomi fra i
massimi pionieri del mondo funiviario)
che costruiva all’ estero. La Piemonte
Funivie costruiva in Italia e il
prodotto era lo stesso della Carlevaro &
Savio ed andava in particolar modo per
la telecabina ad agganciamento
automatico biposto (la maggior parte a
forma di ovetti e di colori diversi).
 All’ estero Carlevaro e Savio
realizzò moltissimi impianti, anche
negli USA; in Italia notevolissima fu la
costruzione dell’ impianto che
collegava, nei primi anni ’60, la
località Aosta a Pila, con una lunghezza
di oltre 5000 m. e un dislivello di
quasi 1000 m. in due tronchi. In seguito
le due società si divisero e l’ archivio
Carlevaro passò alla Agudio (attuale
Poma Italia) che utilizzo il sistema
Carlevaro & Savio solo una volta, sulla
telecabina Riviera-Alpe Foppa in
Svizzera nel 1974.
 La Piemonte Funivie
continuò, sviluppando in proprio, sulla
fine degli anni ’70, una morsa
automatica per veicoli a 4 posti, che
utilizzò una sola volta sulla telecabina
Frattazza-Tognola a San Martino di
Castrozza, impedendo quindi un adeguato
ammortamento dei forti costi sostenuti
per questo studio (Questo fu il primo
errore della Piemonte Funivie, perché in
quegli anni la Agudio aveva già
sviluppato la morsa per veicoli a 6
posti, che conosciamo bene sulle cabine
pininfarina, e rispetto alla quadriposto
aveva un rapporto costo/prestazione
migliore. In più, l’ Agudio in quel
periodo aveva una forza economica molto
superiore a quello della Piemonte
Funivie; da qui la grande quantità di
telecabine a 6 posti della Agudio
costruite negli anni 80-90. Negli anni
80 la Piemonte Funivie ereditò l’
archivio e le attività della sua vedova
ITALFUNIVIE (piccola azienda ma molto
apprezzata in Lombardia) del compianto
ing. Gatti di Como. In questa
acquisizione la Piemonte Funivie si
trovò a dover sviluppare ed ingegnezzare
un geniale avvolgitore per sciovia,
basato sul principio elettromagnetico.
Con questo avvolgitore vennero
realizzate alcune sciovie: a Gressoney,
all’ Abetone, Pragelato, Pian del Frais
ecc. Le attività svolte in Piemonte
Funivie erano molteplici, tutto si
doveva fare purché si trattasse di una
fune; la struttura aziendale tendeva a
progettare e costruire in proprio il
maggior numero di pezzi possibile, all’
esterno si acquistavano solo le funi, le
cabine, i motori, i riduttori le
apparecchiature elettriche. Il resto
veniva prodotto nelle officine
meccaniche della Piemonte Funivie. Gli
stabilimenti erano 3: L'ufficio tecnico,
amministrativo e commerciale in centro a
Torino; Il reparto lavorazioni
meccaniche alla periferia di Torino. La
carpenteria a Leinì, vicino alla Agudio
(adesso in queste sedi vi sono altre
attività). Le cabine biposto erano di
struttura mista metallo-vetroresina e
venivano costruite dal carrozziere Nardo
di Modena.

Altri impianti costruiti furono: La
funivia Rapallo-Montallegro che cominciò
a funzionare nel 1984 (i lavori
iniziarono nel 1980), una seggiovia
biposto più due sciovie realizzate a
Pragelato (TO) nel 1982 e una potente
sciovia costruita a Pian del Frais (TO)
nel 1984. Per alcuni di quest’
impianti vi sono delle particolarità,
come la funivia di La Thuile, aperta nel
1967, caratterizzata da cabina
completamente gialla sul ramo destro e
completamente blu sul ramo sinistro
(giusto a richiamare i colori della
ditta), i suoi piloni erano 3 e poteva
viaggiare ad una velocità di 9 m/s
grazie all’ installazione di un motore
da 350 CV ubicato nella stazione a
monte.
 Un’ altra particolarità è nelle
stazioni: la zona d’ imbarco fu
costituita, per un certo periodo di
tempo, da trasparenti lastre di U-Glass
sostenute da una struttura metallica;
nelle stagioni sciistiche si poteva
percepire la sensazione di vedere una
lastra di ghiaccio intorno al paesaggio
bianco. Il collegamento
Stresa-Alpino-Mottarone fu operante dal
1970 e anche qui le quattro cabine sono
di colore diverso: gialla e rossa nel
primo tronco, azzurra e rosa nel
secondo.
La funicolare St. Vicente-Fons
Salutis consente l’ ascesa alle note
terme scoperte nel 1770.
 La Piemonte
Funivie non si limitò alle realizzazioni
in solo servizio pubblico, ma anche
privato, come molti piani inclinati e
funivie piccoline. Funicolare di
Biella:


>QUI< potete trovare informazioni
sulle telecabine e qualche foto.
Una caratteristica della maggior parte
di queste telecabine furono sicuramente
le cabine di forma ovoidale, molte volte
differentemente colorate, (da qui il
nome dell’ impianto “ovovia”) questo
tipo di cabinette sono state sempre
apprezzate non solo dagli sciatori, ma
anche dagli addetti ai lavori, data la
loro aerodinamicità; infatti queste sono
diventate oggetto di una versione
umanizzata di una raccolta vignettistica
del Sig. Bonzani della Val Vigezzo. Tali
cabine vennero idealizzate dall’ ing.
Ugo Carlevaro con un ing. Dela Aeritalia
(oggi Alenia), con queste cabine
attrezzò già nel 1949 la telecabina
Alagna-Belvedere. Con queste cabinette
vennero realizzati impianti anche negli
U.S.A e in Francia (in due tronchi a
Champeréry-Svizzera).
Nel Luglio del 1979 iniziarono i lavori
per la telecabina quadriposto
Frattazza-Tognola e finirono prima del
Natale dello stesso anno; la
particolarità assoluta di quest’
impianti è quella di disporre della
completa movimentazione automatica dei
veicoli in stazione e in magazzino
(Quota Neve n° 6 Settembre-Ottobre
1980), automazione realizzata dalla
società DEMA di Buriasco (TO).
Oltre alle principali caratteristiche
tecniche citate nella tabella delle
referenze vorrei aggiungere che le 106
cabine viaggiavano a 3,5 m/s e che la
portata oraria dell’ impianto era
programmabile a seconda dell’ affluenza:
300-600-900 p/h La
Piemonte Funivie costruì in Italia
impianti commercializzati nel mondo
dalla Carlevaro & Savio, tra questi
impianti vi sono: la funivia monofune
realizzata al Mont Snow - Vermont U.S.A,
a servizio dell'Hotel Snow Lake;
antenata seggiovia con carenatura al
Mont Snow nel 1969 - Vermont U.S.A;
telecabina ad ammorsamento automatico
realizzata a Kuala Lumpur Malesia nel
1971. L’ azienda cominciò ad avere
qualche difficoltà economica nel 1982 a
seguito degli impianti di Pragelato che
non furono pagati e per il protrarsi
della costruzione della funivia di
Rapallo. Da qui la decisione di cessare
l’ attività e di vendere l’ archivio
storico all’ Agudio.
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