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Si tratta di una funivia a movimento
continuo, con vetturette biposto e
carrelli-morsa che si agganciano e si
sganciano automaticamente dall’anello
trattivo-portante. L’impianto, ultimato
nella primavera del 1969, segue a un
anno di distanza la realizzazione della
cabinovia Pejo-Tarlenta, descritta in un
altra monografia.
La stazione motrice è stata disposta a
valle, per ragioni di trasporto dei
materiali, quasi a fianco della stazione
motrice di una sciovia, pure costruita
dalla Ceretti&Tanfani. L’argano, del
tipo a puleggia orizzontale calettata
direttamente sull’albero lento di un
riduttore di velocità ad assi
ortogonali, può essere azionato sia dal
motore elettrico principale, asincrono
trifase, sia dal motore Diesel di
riserva.


In entrambe le stazioni, oltre ai
normali dispositivi di controllo di
sagoma per la verifica della posizione
delle morse delle vetture, è stato
montato su un apparecchio di nuova
concezione per il controllo dello sforzo
esercitato dalle morse stesse lungo la
fune traente.
Si tratta di un carrellino azionato da
una funicella che si avvolge su una
puleggia comandata da un apposito gruppo
moto-riduttore della potenza di circa 7
CV. Un opportuno sistema tenditore
assicura l’aderenza della funicella
sulla gola della puleggia.
Il tutto viene messo in movimento dal
veicolo principale, all’inizio della
rampa di lancio, mediante un contatto di
blocco. Quando il veicolo ha raggiunto
il carrellino, la cui velocità è di poco
inferiore, viene invertito il senso di
marcia di quest’ultimo che esercita
pertanto uno sforzo il cui valore
dipende dalla coppia del motorino di
comando della funicella.




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