:: Il nuovo Funifor di Arabba Portavescovo ::

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Speciali >> Funifor Arabba - Porta Vescovo
Foto di Doppelmayr - Testi di Lorenzo Soratroi, Verena Grones, Paolo
 

Funivie.org ha seguito tutte le fasi di costruzione del nuovo impianto

> Monografia vecchio impianto <

 > Monografia impianto terminato e aperto al pubblico <

La Sofma, ossia la società che gestisce gli impianti di risalita di Portavescovo ad Arabba, sta lavorando al progetto di un nuovo impianto (chiamato Funifor) che, dalla stagione 2005/2006 dovrebbe sostituire la vecchia funivia Arabba-Portavescovo. La notizia è fresca fresca, anche se già nel corso dell'ultimo consiglio comunale erano stati concessi alcuni diritti di superficie ricadenti su terreni comunali proprio in previsione del nuovo impianto.

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Il progetto del nuovo Funifor previsto ad Arabba:

Progetto Funivia funifor di Arabba

Il progetto tecnico ha già superato l'esame della 1a commissione funicolari terrestri a Roma, ed altri dovrà ancora superarne prima di avere il via libera definitivo. “E' un passo importante”, afferma fiducioso Leandro Santin, direttore di stazione della Sofma, “che ci fa sperare di poter iniziare i lavori in tempo Utile. Anche perchè di mezzo ci sono i contributi della legge sul rinnovo degli impianti a fune”. Bisognerà correre quindi, per riuscire a dotare il comprensorio di Portavescovo di un altro prestigioso impianto, l'unico del suo genere sulle Dolomiti e nel comprensorio del Dolomiti Superski. La vecchia funivia di Portavescovo andrà quindi in pensione dopo 34 anni di onorato servizio, che hanno segnato profondamente lo sviluppo turistico di Arabba e della vallata fodoma.

Della costruzione i una funivia su quella linea si incominciò a parlare ancora verso la metà degli anni sessanta, quando vallate limitrofe, come Cortina o la Val Badia, da tempo avevano indicato il futuro di queste zone nello sviluppo turistico degli impianti a fune. Dopo alterne vicende, difficoltà ed ovviamente polemiche, si costituì una società, la Sofma, che il 6 febbraio 1971 inaugurò la nuovissima funivia di Portavescovo. Fu una svolta per l'economia locale. Il comprensorio servito dall'impianto era ed è fra i più ambiti ed apprezzati dagli sciatori. Si parlava di collegare Arabba con il Passo Fedaia e la Marmolada con altre due funivie. Un progetto ardito per l'epoca. Il sogno sembrò spezzarsi però neanche un anno più tardi, quando un incendio scoppiato nella stazione di Portavescovo fece cadere la funivia. Solo la prontezza di riflessi del macchinista Bruno Crepaz, che fece ritornare in stazione le cabine già partite per una corsa di servizio, evitò che l'incidente avesse conseguenze più gravi.

Nel marzo del 1973 la funivia ripartì , rinnovata e con cabine ancora più capienti. Abbandonato per vari motivi il progetto di collegamento con Fedaia (la struttura della stazione di Portavescovo era comunque stata già predisposta per ospitare una funivia che sale dal passo), la Sofma negli anni successivi costruì la seggiovia “Carpazza”, smantellata qualche anno fa, la “Portados”, che sale da Arabba e gli impianti (in tutto 3 seggiovie) che permettono il collegamento sciistico con la Marmolada attraverso il Passo Padon.

Nel 1991, dopo alterne vicende, entrò in funzione anche la cabinovia DMC Arabba-Forcella Europa, che con una portata di 3200/persone/ora, diede un taglio pressoché definitivo alle lunghe code che si formavano per prendere la funivia. La Sofma ha un fatturato annuo di circa 5 milioni di euro ed ha come socio di maggioranza la famiglia Gorza di Fonzaso. Presidente è Attilio Gorza, che è succeduto al padre Luigi, scomparso qualche anno fa. Una curiosità: della società fanno parte ancora molte persone del luogo che all'epoca in cui ci fu l'incendio della funivia erano scolari. Questi versarono una somma simbolica come incoraggiamento per la ricostruzione dell'impianto. La Sofma li ringraziò nominandoli soci.

La scheda tecnica

Il funifor è un brevetto Doppelmayr-Hoelzl, ditta altoatesina leader nelle costruzioni di funivie. Si tratta sostanzialmente di un impianto “va e vieni” come le normali funivie, con due funi portanti e una unica traente tesa a doppio anello. La principale innovazione del brevetto è quella di spostare le funi al di fuori della sagoma della cabina. Accorgimento che ha portato l'impianto ad avere una maggiore stabilità delle vetture, soprattutto in caso di vento.

Si potranno così realizzare sospensioni molto più corte e, di conseguenza, stazioni più piccole. Il cuore del brevetto è la disposizione del cavo traente. In entrambe le stazioni la fune si avvolge su pulegge verticali: due motrici a valle e due rinvii a monte. Il carrello è equipaggiato con quattro pulegge di compensazione messe orizzontalmente che annullano la necessità di installare sistemi meccanici di ancoraggio tra fune traente e carrello. E' possibile esaminare continuamente il cavo traente in quanto non ci sono parti nascoste o soggette a grossi sforzi. Un unico motore centrale trasferisce la forza motrice alle due pulegge parallele verticali.

Le funi portanti parallele sono ancorate in entrambe le stazioni. Le due linee, a differenza di quanto avviene in una “normale” funivia, sono completamente indipendenti. Le due vetture infatti possono marciare parallelamente o, nei momenti di scarso traffico, singolarmente. Un altro vantaggio di Funifor è il salvataggio, facilitato di molto grazie alla possibilità di raggiungere con la vettura funzionante quella guasta e trasferirvi sopra i viaggiatori con una semplice passerella ponte. L'impianto di Arabba disporrà di 2 cabine da 80 persone che viaggeranno alla velocità di 10m/s per garantire una portata oraria di 800 persone/ora (l'attuale funivia ne porta 540). Il costo ipotizzabile è di circa 13.700.000 euro.

> Per ulteriori informazioni vi invitiamo a consultare la sezione di funivie.org "Come funziona" <

 

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Ultimo aggiornamento della pagina: sabato 07 gennaio 2006 11.04.21

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