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Ringraziamo Enrico Ghezze e il piccolo
Guglielmo per la disponibilità e la
simpatia con cui ci hanno fatto visitare
l'impianto permettendo la realizzazione
di questo speciale.


La Funivia Faloria è stata inaugurata
nel 1939.
A quell'epoca l'unica funivia presente a
Cortina era la Cortina-Belvedere, oggi
scomparsa, che portava a Pocol: niente
di paragonabile ai 900 m di dislivello
superati dalla Funivia Faloria, che era
stata battezzata Funivia "Principe di
Piemonte".
La costruzione di questo impianto
costituì una grande impresa tecnologica,
come si può leggere in un articolo
dell'epoca che, al di là dei toni
enfatici dell'epoca, annuncia
l'inaugurazione della funivia. La nuova
funivia rappresentò anche una
rivoluzione per lo sci a Cortina.
Improvvisamente un'area molto vasta, a
2100 m di quota diventava accessibile
per migliaia di sciatori in pochi minuti
di viaggio!
Allora, come oggi, le stazioni erano
tre:
- la stazione a valle in paese, a fianco
della stazione degli autobus (allora
stazione ferroviaria) a 1230 m
- la stazione intermedia di Mandres a
1500 m
- la stazione a monte sul Faloria a 2120
m
La funivia da allora è stata rinnovata e
la stazione a monte non è quella
originaria - i resti della vecchia
stazione si incontrano percorrendo il
sentiero naturalistico del Faloria.
La partenza nel centro di Cortina:

La vettura 1 entra in stazione:

Il sistema Teichmann in cabina:

Inaugurata alla presenza del Ministro
Benni e della C.ssa Edda Ciano Mussolini
5 febbraio 1939: giornata di festa a
Cortina d'Ampezzo. Festa del turismo,
festa del lavoro, festa dell'autarchia.
E' stata inaugurata la Funivia "Principe
di Piemonte" che collega Cortina al
Monte Faloria, impianto poderoso,
ardito, che onora la tecnica e
l'industria italiana, che dischiude
nuovi vasti orizzonti al turismo e allo
sport nelle Dolomiti e che quindi viene
ad inserirsi, come strumento efficiente
di lavoro e di produzione, nel quadro
dell'economia e dell'operosità
nazionale. Il nuovo impianto è infatti
una creatura perfetta della moderna
meccanica italiana, realizzata in
completo regime autarchico, ad un ritmo
d'attuazione celerissimo: il
provvedimento del Ministero delle
Comunicazioni che autorizzava
l'esecuzione del progetto è del 2 aprile
1938 e da questa data ad oggi si sono
fatti miracoli, solo che si consideri le
difficoltà determinate dalle stagioni,
dalla quota, dagli accessi.
Il rito inaugurale della Funivia è stato
semplice e nello stesso tempo solenne.
S.E. Benni, Ministro delle
Comunicazioni, la contessa Edda Ciano
Mussolini, S.E. il Prefetto, il
Federale, il Direttore Generale
dell'Ispettorato cav. di gran croce
Crispo, il Direttore della Banca
d'Italia, sede di Belluno, il Presidente
del Tribunale e le altre autorità, hanno
passato anzitutto in rivista, nel viale
della stazione, lo schieramento delle
formazioni fasciste comandate dal
Commissario del Fascio dott. Bianco e
hanno quindi raggiunto la stazione
inferiore della Funivia, tra ali di
folla applaudente. E subito si è
iniziata la cerimonia: S. Em. il
Cardinale Piazza, Patriarca di Venezia,
che è figlio di queste montagne, poeta
di guerra, prelato di grande
patriottismo, ha benedetto la nuova
opera, esaltando quindi, in un breve
discorso, le finalità spirituali, oltre
che materiali, della moderna
attrezzatura che la scienza pone a
servizio dello sport.
Il Commissario Prefettizio di Cortina,
camerata Brissa, ha rivolto il suo
saluta al rappresentante del Governo
Fascista, S.E. Benni, Ministro delle
Comunicazioni, alla contessa Edda Ciano
Mussolini presente alla cerimonia, alle
altre autorità, rendendosi interprete
dei sentimenti di gratitudine della
Comunità d'Ampezzo per le provvidenze
che il Regime moltiplica per potenziare
Cortina, caposaldo del turismo italiano
Anche il camerata Bocci, che presiede
alle organizzazioni turistiche locali,
nel rilevare l'importanza non solo
locale ma nazionale che il nuovo
impianto assume nel quadro
dell'attrezzatura ospitale e sportiva
italiana, ha ricordato le brevi rapide
tappe di questa realizzazione, voluta
dal Duce, e condotta a termine per,
iniziativa della FAIT (Funivie Aeree
Italiane Turistiche), diretta dal barone
Franchetti, grazie anche all'appoggio di
tutte le autorità, prima tra cui il
Prefetto Trinchero, al senso di
solidarietà e di collaborazione
dimostrato dagli enti locali, alla
capacità dei tecnici preposti all'opera,
all'attività delle maestranze. Infine,
S.E. Benni, nell'esprimere il suo
compiacimento per lo stile schiettamente
fascista con cui Cortina lavora e
costruisce, ha rilevato l'importanza di
queste iniziative, che sono la
testimonianza della volontà di lavoro e
di potenza della nuova Italia, che ha
come, parola d'ordine: "Vivere
producendo e continuando a produrre".
Il Federale di Belluno ha quindi
ordinato il "saluto al Duce!", mentre il
Ministro Benni recideva il nastro
tricolore della cabina di partenza, dove
prendeva posto col Patriarca di Venezia
e le altre autorità.
Tra i saluti festanti della folla la
nuova Funivia iniziava subito la spola
tra la Valle e la sommità del Faloria.
Da quell'altare, proteso su tutte le
valli, il Patriarca benediceva il Cadore
e l’Ampezzano, osservando che era questa
la benedizione più "alta" che egli abbia
mai impartita.
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