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Concentriamoci ora sulla parte
argano di quest'impianto fuori del
comune.
Al contrario della maggior parte
delle funivie a va e vieni, l'argano non
è situato
in sotterraneo, ma è situato al
secondo piano. Si deducono
allora facilmente gli sforzi presenti
nella struttura di stazione per
sopportare da un lato il peso della
meccanica, e dall'altro, il tiro delle
funi.
Essendo l'argano situato in una
posizione intermedia, l'azione dei cavi
della 1 sezione e della 2e sezione
tendono ad equilibrare il tiro e ad
alleggerire la sollecitazione sulle
fondazioni.
Va detto tuttavia che in caso
cedimento delle funi di una sezione,
l'equilibrio dell'altro non è
pregiudicato, essendo quest'ipotesi
prevista nell'dimensionamento della
struttura.
Ecco uno schema che mostra
l'organizzazione generale dell'argano:

Prima sezione in blu, seconda in
rosso.
La complessità evidente ed il
groviglio della meccanica è evidente fin dal primo colpo
d'occhio.
Ecco uno schema esploso presente
nella stazione che ci spiega
l'organizzazione generale della sala
macchine

Una prima vista della sala macchine,
è impossibile averne una vista
generale

Argano primo tronco
La 1 sezione è azionata da
un'unica puleggia motrice attivata da
un insieme motoriduttore semplice: Un
motore elettrico a corrente continua
aziona
la puleggia motrice tramite un
riduttore epicicloidale.

Puleggia motrice TAM 1

Motore elettrico TAM 1

Riduttore TAM 1
Il riduttore è montato alla
rovescia: L'albero lento è situato
verso l'alto, il motore è situato al
di sotto della puleggia. Il riduttore Quest'ultimo
è "appeso" ad una struttura che può
ruotare tramite due supporti, in caso di coppia eccessiva, il
riduttore gira su se stesso provocando
l'intervento del freno di emergenza
tramite due microinterruttori.
Questo stesso dispositivo è
stato installato sulle
pulegge motrici del Funitel di Val Thorens
che vediamo in questa foto:

Dispositivo di sorveglianza della
coppia motrice del Funitel di Val
Thorens
Il primo tronco è mosso da un
motore italiano, un Sicme Motori da
630kW. E' accoppiato al riduttore
CMD (Citroen) tramite un giunto
cardanico. Questo
giunto è necessario in quanto l'albero
di entrata del riduttore non è
coassiale all'albero del motore
elettrico.
Sopra la puleggia, le cose si
complicano. Troviamo:
- Due dinamo
tachimetriche con tendicinghie
-
Due encoder
- Un codificatore
meccanico a contatti
- Il dispositivo
d'accoppiamento dell'albero del
riduttore alla puleggia motrice

La dinamo tachimetrica fornisce
il dato di velocità della fune. Il suo segnale
è
comparato in modo permanente con quello
fornito dalla dinamo tachimetrica del
motore per individuare ogni
discordanza e dunque difetto.
L'encoder fornisce l'immagine della
posizione dei veicoli in linea che
viene sfruttata dal dispositivo
automatico per far variare la velocita
della fune traente alla partenza, ai
piloni, e ai dazi.
Il sistema a dazi di decelerazione
è
composto da punti virtuali messi in
varie posizioni della linea giusta prima
della stazione intermedia G2. Questi punti,
nel numero
di 16 (da 1 a 16 nel senso di marcia
della cabina) cominciano circa a 200
metri dalla stazione motrice. Ogni punto
è associato
a due informazioni: la distanza al
posto ed un riferimento di velocità.
Queste due informazioni sono
rappresentate su una serie di l.e.d. e
per avere una procedura d'approccio
conforme, la velocità reale al punto
"i" deve sempre essere inferiore alla velocità teorica di questo punto "i".
Inoltre la velocità reale al punto
"i" deve essere inferiore alla
velocitò teorica al punto "i+1",
benchè ne sia molto vicina.
In caso di guasto agli encoder, è sempre
possibile avere un'idea della
posizione delle cabine grazie ad un
codificatore meccanico a contatti. Si
tratta di un tamburo rotante
collegato alla puleggia tramite un
riduttore. Elementi
regolarmente intervallati fissati sul
tamburo aprono successivamente 13
contatti elettrici man mano che le
cabine si muovono in linea. La
risoluzione non è precisa come quella ottenuta con il codificatore
digitale, ma è una buona soluzione d'aiuto.

In caso di guasto del motore
elettrico o del riduttore, la
movimentazione è realizzata
per mezzo di un motore termico (comune
alle due sezioni) che attiva un motore
idraulico che muove la puleggia
motrice tramite una corona dentata
solidale alla stessa. In caso di
marcia con il motore di recupero è
necessario separare meccanicamente
l'albero lento dalla puleggia motrice per
mezzo dell'accoppiamento visibile
sopra la puleggia. Si tratta di un
albero scanalato che entra in un
millerighe scanalato nella
puleggia motrice.

Motore termico Renault, pompa
idraulica e valvole

Motore idraulico della puleggia
motrice di TAM 1
Si osserva sull'albero motore la
presenza di gole destinate
a cinghie. In
occasione del rinnovo, si era
previsto di potere utilizzare il
motore ed il comando di una sezione
per potere muovere l'altra in caso di
bisogno. Purtroppo, la complessità
di trattamento delle informazioni, il
grande numero di dispositivi
automatici delle 2 sezioni, le
centinaia di captatori e le messe a
punto accurate fatte su ognuno dei due
impianti hanno reso impossibile
mettere in opera questa soluzione. Le cinghie sono dunque
state eliminate. Ciò giustifica inoltre la
prossimità del motore della
prima sezione
e del motore di una delle catene
cinematiche della 2e sezione.

Quattro freni
perfettamente identici equipaggiano la
prima sezione. Tutti frenano sulla
fascia freno della puleggia
motrice. Due di questi freni
costituiscono il freno di servizio,
gli altri due sono il freno di emergenza.
Ogni settimana, il ruolo di ogni paio
di freni è invertito per
omogeneizzare la loro usura. In
condizioni
normali, quando il freno di emergenza
viene attivato, un solo pistone viene
mosso, il secondo viene mosso soltanto
in caso di decelerazione troppo debole
o su chiamata rapida dal pulpito (ci sono
quattro pulsanti di frenata: frenata
elettrica, frenata di servizio,
frenata d'emergenza 50%, frenata
d'emergenza rapida 100% - quest'ultima
viene utilizzata solo in casi molto
gravi).

Due dei 4 freni di puleggia di TAM 1
Ogni giorno, il gruppo di meccanici
presenti in modo permanente
in sala macchine pulisce completamente
la fascia freno per mantenere intatto il suo stato di
superficie, e dunque le sue capacità
di frenata con i ferodi.
Tutte le pulegge motrici sono
fornite di rivelatore d'eccesso di
velocità meccanico.
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