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Il sistema di
spaziatura dei veicoli in linea
sugli agganciamenti automatici
costituisce uno degli aspetti
più importanti. Esso infatti
permette innanzitutto di evitare
delle pericolose collisioni fra
i veicoli nelle stazioni e di
mantenere un certo bilanciamento
della linea. I meccanismi
utilizzati per questo compito
sono stati diversi nel tempo per
questo motivo, per capirne il
funzionamento e vedere anche le
varie soluzioni adottate,
abbiamo deciso di realizzare uno
speciale partendo da un sistema
di spaziatura di vecchia data,
quello utilizzato negli
agganciamenti automatici che
hanno senza dubbio segnato la
storia del trasporto a fune: le
cabinovie esaposto AGUDIO.
L'impianto oggetto del nostro
speciale è la mitica CA6 Bormio
- Ciuk messa a disposizione di
Funivie.org dalla Società
Impianti Bormio con la quale
abbiamo intrapreso una positiva
collaborazione. Un
ringraziamento particolare
spetta ovviamente all'ingegner
Pasquale Canclini,
direttore impianti, e a Paolo
Canclini responsabile della
cabinovia.

Questo tipo di impianti
adottavano un sistema di
spaziatura elettromeccanico
sulla trave di lancio composto
da ben tre spaziatori composti
da una frizione elettromeccanica
ed una batteria di sei
pneumatici. Essi sono
posizionati tra il girostazione
e la parte finale della trave di
lancio dove avviene
l'accelerazione del veicolo
prima dell'ammorsamento. Il
primo spaziatore si trova
immediatamente prima di questo
tratto e si occupa della
spaziatura vera e propria;
attraverso un prossimity situato
sulla puleggia motrice viene
misurata la distanza tra il
veicolo lanciato e quello
successivo. Se la distanza
risulta essere inferiore a
quella minima stabilita in base
alla portata il tratto di sei
pneumatici viene fermato
attraverso il distacco della
frizione che trasmette il moto
dall'albero cardanico alle
cinghie delle gomme. In questo
modo la vettura si ferma qualche
istante e una volta raggiunta la
distanza corretta la frizione si
innesta e il movimento degli
pneumatici la spinge verso il
tratto di lancio e ammorsamento.
In questa foto vediamo
chiaramente la vettura ferma
alla fine del tratto dello
spaziatore che come possiamo
notare non è collegato con le
cinghie al tratto successivo
della trave.

Lo spaziatore riceve il moto
tramite una cinghia collegata
all'albero cardanico che gira
costantemente alla velocità
dell'impianto (la cinghia che
vediamo sulla destra). In basso
si trova la frizione
elettromagnetica: una bobina è
collegata alla puleggina sul
quale gira la cinghia mentre una
seconda bobina si trova sul
disco interno collegato
all'alberino che trasmette il
moto agli pneumatici. Eccitando
la bobina con il 24 volt vengono
in contatto e avviene il
trascinamento, diseccitando la
bobina si staccano e mentre una
continua girare mossa dalla
cinghia l'altra si ferma
arrestando così anche gli
pneumatici.


Alle spalle di questo spaziatore
se ne trova un secondo,
assolutamente identico al primo
nei componenti e nel
funzionamento ma con una
funzione diversa. Esso
interviene nel momento in cui il
primo spaziatore è occupato
fermando una seconda cabina in
fase di avanzamento. In questo
modo si permette al primo
spaziatore di lavorare evitando
la collisione con il veicolo
seguente. Nel momento in cui il
primo veicolo viene lanciato, il
secondo spaziatore sposta in
avanti il secondo che viene
nuovamente fermato per
permetterne la corretta
spaziatura. Si tratta quindi di
un sistema di sicurezza che
interviene solamente quando sono
necessarie consistenti
correzioni da parte dello
spaziatore principale rischiando
quindi un accumulo dei veicoli.

Il terzo spaziatore è invece
posizionato subito dopo il
girostazione a catena, identico
agli altri due costituisce una
sorta di ultima spiaggia, poichè
è l'ultima sicurezza
anti-collisione. Nel caso in cui
sopraggiunga una cabina e gli
altri due spaziatori sono già
occupati, un prossimity fa
scattare un allarme acustico e
quando la vettura si trova nel
tratto del terzo spaziatore
disinnesta la frizione fermando
il veicolo. Contestualmente
all'arresto del veicolo viene
anche comandato l'arresto
immediato dell'impianto che non
può ripartire se non viene
liberato lo spaziatore. E'
quindi necessario intervenire
manualmente sull'impianto
movimentando le cabine sul
girostazione o comandando il
lancio manuale dei veicoli anche
se non correttamente spaziati.
Un'ulteriore caratteristica di
questo sistema consiste nel
fatto che i primi due spaziatori
possono essere disattivati e
comandati manualmente ed essere
utilizzati per il ricovero di
due cabine. Un difetto di questo
sistema consiste nel fatto che
le vetture spesso vengono
fermate anche solo per un
brevissimo istante per
effettuare minime correzioni e
successivamente lanciate a
velocità d'esercizio partendo
quindi da ferme provocando delle
accentuate oscillazioni della
cabina.
Per
comprendere con estrema
chiarezza il funzionamento di
questo particolare sistema
Funivie.org ha realizzato una
serie di filmati che illustrano
l'intervento degli spaziatori in
tutti i casi previsti. Buona
visione.
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FILMATO < |